Cosa è Capaccio Paestum

Capaccio Paestum è un comune della provincia di Salerno. È una delle porte naturali del Cilento, grazie alla sua posizione strategica lungo la Piana del Sele. Si estende dalla costa tirrenica fino alle colline che raggiungono i 400 metri sul livello del mare. Il territorio abbraccia tre anime distinte: la costa con le sue spiagge, la piana agricola e il borgo collinare del centro storico.
Il nome “Capaccio” deriva dal latino Caput Aquae, cioè “testa dell’acqua” — un riferimento diretto alle sorgenti di un corso d’acqua che sgorgano ai piedi del Monte Calpazio. Il doppio nome, Capaccio Paestum, racconta già da solo la ricchezza del territorio: da un lato il borgo medievale in collina, dall’altro l’eredità millenaria dell’antica città greca.
Brevi cenni storici
La storia di questo angolo di Campania parte da lontanissimo. La piana era già abitata in epoca preistorica, come testimoniano i reperti della Necropoli del Gaudo. Nel VII secolo a.C., coloni greci provenienti da Sibari fondarono Poseidonia, dedicandola al dio del mare Poseidone. La città crebbe in fretta: in meno di un secolo vennero eretti tre straordinari templi dorici.
Intorno al 400 a.C. i Lucani conquistarono la città, rinominandola Paistos. Poi arrivarono i Romani, che la trasformarono in colonia chiamandola Paestum. Con la caduta dell’Impero e l’avanzare della malaria nelle zone paludose, gli abitanti abbandonarono la piana e salirono sulle colline. Nacque così, tra il IX e il XIII secolo, il nucleo medievale di Capaccio.
Federico II di Svevia distrusse Capaccio Vecchio nel 1246, punendo la ribellione dei Sanseverino. Da quel momento la storia del territorio si snoda attraverso i Grimaldi, i Doria e i d’Avalos d’Aragona. L’800 portò i moti risorgimentali, e con loro la definitiva integrazione nel Regno d’Italia.
Oggi Paestum è Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Ospita tre dei templi greci meglio conservati al mondo.
Cosa vedere a Capaccio Paestum
Il Parco Archeologico di Paestum

Il Parco Archeologico di Paestum è uno dei siti archeologici più straordinari del Mediterraneo e una delle testimonianze meglio conservate della Magna Grecia. È circondato da una cinta muraria poligonale quasi intatta, lunga circa 5 km. All’interno si snoda la Via Sacra, con il foro, l’agorà, l’anfiteatro e i tre grandi templi dorici.
Il più imponente è il Tempio di Nettuno, capolavoro dell’architettura dorica e uno dei templi greci meglio conservati al mondo. La cosiddetta Basilica, dedicata a Hera, è il più antico dei tre ed è immediatamente riconoscibile per le sue colonne massicce e leggermente bombate. A completare il complesso monumentale è il Tempio di Atena, che chiude scenograficamente l’area sacra con la sua elegante posizione sopraelevata.
L’area archeologica è parte del più ampio complesso “Parchi Archeologici di Paestum e Velia” che comprende anche il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, il Santuario di Hera sul Sele e, più a sud, l’antica città di Elea-Velia con l’acropoli, la Porta Rosa e i quartieri ellenistici.
Il biglietto cumulativo consente l’accesso sia a Paestum sia a Velia ed è valido più giorni. Sono previste riduzioni e gratuità per cittadini UE under 18, agevolazioni per giovani tra 18 e 25 anni e diverse convenzioni culturali e turistiche. E’ convenzionato sia con Artecard sia con Naples Pass.
Gli orari di visita variano durante l’anno, ma generalmente i parchi sono aperti tutti i giorni con orario continuato, con ultimo ingresso nel tardo pomeriggio. È consigliabile verificare gli aggiornamenti sul sito ufficiale prima della visita.
Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum

Accanto all’area archeologica c’è il museo: non saltarlo. La visita è scorrevole. E spesso sorprende anche chi pensa di annoiarsi. È una tappa fondamentale soprattutto se vuoi capire davvero ciò che hai appena visto nel parco.
Qui trovi reperti, sculture, decorazioni e testimonianze di vita quotidiana. Inoltre, il Museo custodisce i corredi funerari delle necropoli greche e lucane e, soprattutto, la celeberrima Tomba del Tuffatore. È l’unico esempio di pittura funeraria greca di età classica rinvenuto in Magna Grecia. Un capolavoro assoluto, da non perdere.
È parte del complesso “Parchi Archeologici di Paestum e Velia”.
Il Santuario di Hera Argiva sul fiume Sele
A pochi chilometri da Paestum, lungo il fiume Sele, si trova il Santuario di Hera Argiva, uno dei luoghi più affascinanti e simbolici della Magna Grecia. Fondato in età arcaica come santuario di confine della città greca di Poseidonia, era dedicato alla dea Hera ed era legato al mito degli Argonauti. Non si tratta di un semplice tempio isolato, ma di un complesso sacro profondamente legato al territorio, al mito e all’identità dell’antica Poseidonia. Dopo una lunga chiusura causata dall’esondazione del Sele nel 2014, il sito è stato restituito al pubblico nel 2025. Il nuovo percorso di visita, intitolato “Il tempio al confine – Hera e il paesaggio del Sele”, accompagna il visitatore tra strutture antiche, pannelli informativi, aree di sosta e il suggestivo Giardino di Hera, pensato per evocare le essenze vegetali che caratterizzavano il santuario antico.
È parte del complesso “Parchi Archeologici di Paestum e Velia” ed è accessibile solo il Sabato alle 11:00 e Domenica alle 15:00 previa prenotazione obbligatoria.
Il Santuario della Madonna del Granato (Capaccio)

Se cerchi un luogo più intimo e panoramico, sali verso Capaccio. Il Santuario della Madonna del Granato sorge a 243 metri sul livello del mare ed è uno dei punti più suggestivi della zona. Anche se non sei religioso, vale la salita perché il panorama da qui è spettacolare e perché racconta un pezzo importante dell’identità locale. Da qui la vista spazia sulla Piana del Sele, sul Golfo di Salerno, sulla Costiera Amalfitana e, nelle giornate più limpide, fino all’isola di Capri.
Il santuario, di origini medievali, è uno dei sette santuari mariani del Cilento.
Capaccio centro storico

Capaccio capoluogo è meno turistico e più vero. È la meta perfetta se vuoi fare due passi la sera, lontano dalla confusione estiva. Palazzi settecenteschi, portali in pietra, vicoli stretti e la splendida piazza Tempone — soprannominata “i Giardini” dai locali — da cui si domina tutta la pianura. Da vedere anche la Chiesa di San Pietro Apostolo, in stile barocco, e il Convento Francescano con il chiostro affrescato del ‘700.
Le spiagge

La fascia costiera, in gran parte racchiusa da ampie pinete e aree verdi, si estende per oltre 12 chilometri, da Torre Licinella fino alla foce del Sele. Le spiagge sono lunghe, larghe e comode. Sabbia chiara, fondale dolce e poco profondo, stabilimenti alternati a tratti liberi e ampie possibilità di parcheggio rendono le spiagge di Paestum una soluzione perfetta per le famiglie con bambini.
La zona più attrezzata si trova a Licinella-Torre Paestum, dove l’arenile supera i 100 metri di profondità.
Cosa fare a Capaccio Paestum
Sport e natura
Il territorio è un paradiso per gli amanti dell’outdoor. Presso sorgente Caput Aquae di Capodifiume si fanno escursioni tra flora e fauna del Cilento, birdwatching e cicloturismo. Sui vicini fiumi Tanagro e Calore è possibile fare rafting. Per chi ama camminare, il vicino Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni offre infinite possibilità di trekking e regala panorami spettacolari.
Le escursioni a cavallo e la pesca sportiva completano un’offerta outdoor davvero variegata. Infine, per chi vuole spingersi oltre, a pochi chilometri è attivo Skydive Salerno, per un lancio con il paracadute con vista sui templi.
Il Balloon Festival
Ogni anno il cielo sopra Paestum si riempie di mongolfiere colorate. Il Paestum Balloon Festival è uno degli eventi più fotografati d’Italia: vedere i palloni aerostatici salire all’alba sopra i templi greci è uno spettacolo unico.
Sagre ed eventi
La Festa della Madonna del Granato (15 Agosto) è una delle celebrazioni più sentite del territorio. La Sagra del Carciofo di Gromola (Aprile/Maggio) celebra uno dei prodotti simbolo della piana. La Festa di San Vito (15 giugno) anima il borgo con riti religiosi e spettacoli tradizionali.
Tipicità enogastronomiche
La Mozzarella di Bufala Campana DOP è la regina indiscussa. Nella piana pascolano numerose mandrie di bufale, e molti caseifici aprono le porte ai visitatori per mostrare la lavorazione dal vivo. Oltre alla mozzarella, si producono yogurt, gelati e torte al latte di bufala di altissima qualità.
Il Carciofo di Paestum IGP è l’altro protagonista. Grande, carnoso, senza spine — è buonissimo crudo, alla brace o in padella. La sua raccolta e la relativa sagra coincidono con la primavera.
Sulla tavola non mancano mai i formaggi pecorini, i salumi del Cilento, il pesce fresco della costa e i dolci della tradizione campana. Da abbinare a un calice di Fiano o di Aglianico del Cilento.











